Il libro della classe V elementare
NATALE DI GESÙ
Scuola
Primaria “Istituto Suore Mantellate”
PISTOIA
|
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto
di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini
e la vita era la luce degli uomini
…
(Gv 1, 1-4)
Maria fu data in sposa a Giuseppe, di mestiere falegname, che
abitava a Nazareth. Maria continuò a dimorare nella sua casa di famiglia per la
durata di un anno, perché questo era il tempo richiesto presso gli Ebrei, tra
lo sposalizio e l’entrata nella casa dello sposo.
Proprio nella casa familiare ella ricevette l’annuncio
dell’Angelo.
dal
Vangelo di Luca
L’angelo
Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un
uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando
da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
A
queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale
saluto. L’angelo le disse: «Non
temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai
alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà
grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di
Davide suo padre e regnerà per
sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse
all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
Le
rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua
ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato
Figlio di Dio.
Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di
Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di
Davide, chiamata Betlemme, per farsi
registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.
Ora,
mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in
una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
C'erano
in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al
loro gregge. Un angelo del Signore si
presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono
presi da grande spavento, ma l'angelo
disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto
il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo
Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che
giace in una mangiatoia».
E
subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava
Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama».
Appena
gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra
loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha
fatto conoscere». Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e
il bambino, che giaceva nella mangiatoia.
E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino
era stato detto loro. Tutti quelli che
udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua,
serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne
tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e
visto, com'era stato detto loro.
Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re
Erode.
dal Vangelo di Matteo
Alcuni
Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo
visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All'udire queste
parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi
del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli
risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta».
Allora
Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il
tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e
informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo
sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
Udite
le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo
sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava
il bambino. Al vedere la stella, essi
provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con
Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli
offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada
fecero ritorno al loro paese.
Essi
erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe
e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e
resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per
ucciderlo».
Giuseppe,
destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in
Egitto, dove rimase fino alla morte di
Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del
profeta.
Erode,
accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere
tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù,
corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.
Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a
Giuseppe in Egitto e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e
va’ nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del
bambino».
Egli,
alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele.
Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre
Erode, ebbe paura di andarvi.
Avvertito poi in sogno, si ritirò
nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città
chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti:
«Sarà chiamato Nazareno».
Il bambino cresceva e si
fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.
La notte è scesa e brilla la cometa che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino! Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso, dato al povero e
al ricco.
Gesù, fa' ch'io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa' che il tuo dono s'accresca in me
ogni giorno
e intorno lo diffonda, nel Tuo nome.
(di Umberto Saba)
Natale
2013
Scuola Primaria “Istituto Suore Mantellate”
PISTOIA
Classe 5^ a.s. 2013-2014
