Veglia natalizia dell'Istituto Suore Mantellate
Il 20 Dicembre scorso gli alunni
dell'Istituto Suore Mantellate, assieme ai propri docenti e familiari, si
sono ritrovati a San Paolo per la tradizionale veglia natalizia: il tema di
quest'anno era la Speranza.
In un momento così diverso dove
il mondo intorno a noi sembra urlarci il contrario, dove anche
l'ambiente familiare, quello lavorativo e persino quello sociale sono
costantemente minacciati nel loro equilibrio da crisi interne ed esterne, pare
quasi un paradosso parlare di Speranza.
Nonostante questo l'intero
Istituto si è mosso per organizzare l'evento centrando l'obiettivo di
realizzare una veglia anticonvenzionale, ma allo stesso tempo molto profonda.
Gli spunti di riflessione sono
stati molti e presentati in diverse forme: dalle letture dei ragazzi del liceo
e degli insegnanti ai disegni dei bambini delle elementari e delle
medie, il tutto piacevolmente intervallato da canti e danze che ci hanno fatto
respirare l'aria natalizia.
Ognuno ha potuto trovare nel
tema prescelto e negli interventi un'occasione per pensare alle proprie
"speranze" personali, ancora più forti specialmente per me
ed i miei compagni di quinta liceo, in procinto di terminare la scuola
superiore.
Personalmente ho trovato molto
belle e significative alcune frasi tratte dalla Ballata della speranza di
David Turoldo che abbiamo letto: “Oh se sperassimo con tutte le cose
sperassimo Lui solamente [...]e la terra fosse un
solo oceano di speranza e la speranza avesse una voce sola, allora Egli non
avrà neppure da dire eccomi, vengo - perché già viene” .
Questo
testo ci ha introdotto al tema principale della nostra veglia, facendoci
riflettere su come non possa esserci pace senza speranza, speranza in Dio.
Durante la serata tutti i
partecipanti hanno quindi preso consapevolezza del ruolo della speranza e
del perché, nonostante essa sia solo una “bambina insignificante” (così
la descrive Charles Peguy, in un passo tratto da Il portico del mistero della seconda virtù,
significativamente intitolato La Speranza
bambina), risulti essere così importante da spingere “avanti
ogni cosa, poiché vede quel che non è ancora e che sarà. Ama quel che non è
ancora e che sarà. Nel futuro del tempo e dell'eternità”.
La veglia è stata,
quindi, un momento particolarmente intenso della vita della nostra
scuola in cui tutti insieme abbiamo potuto non
solo celebrare l'inizio delle festività natalizie, ma
soprattutto confermare l'appartenenza ad una comunità e
l'adesione ai valori cristiani che sono il tratto distintivo del nostro
Istituto.
Mi piace concludere questo mio personale resoconto
della serata, ricordando le significative parole pronunciate da Papa Francesco
durante l'omelia a Santa Marta, quando proprio a proposito della speranza
ha dichiarato:"Si dice che sia la più umile
delle tre virtù, perché si nasconde nella vita. La fede si vede, si
sente, si sa cosa è. La carità si fa, si sa cosa è. Ma cosa è la
speranza? [...] La speranza non è ottimismo, “è di più”, essa è
un’ardente aspettativa verso la rivelazione del Figlio di
Dio. I primi cristiani la dipingevano come un’ancora e la nostra vita è
proprio camminare verso quest’ancora".
Francesco Vettori
V Liceo Scientifico
Istituto Suore
Mantellate
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