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domenica 12 gennaio 2014

“Se la Speranza avesse una voce sola”

Veglia natalizia dell'Istituto Suore Mantellate

Il 20 Dicembre scorso gli alunni dell'Istituto Suore Mantellate, assieme ai propri docenti e familiari, si sono ritrovati a San Paolo per la tradizionale veglia natalizia: il tema di quest'anno era la Speranza.
In un momento così diverso dove il mondo intorno a noi sembra urlarci il contrario, dove anche l'ambiente familiare, quello lavorativo e persino quello sociale sono costantemente minacciati nel loro equilibrio da crisi interne ed esterne, pare quasi un paradosso parlare di Speranza. 
Nonostante questo l'intero Istituto si è mosso per organizzare l'evento centrando l'obiettivo di realizzare una veglia anticonvenzionale, ma allo stesso tempo molto profonda.
Gli spunti di riflessione sono stati molti e presentati in diverse forme: dalle letture dei ragazzi del liceo e degli insegnanti ai disegni dei bambini delle elementari e delle medie, il tutto piacevolmente intervallato da canti e danze che ci hanno fatto respirare l'aria natalizia.
Ognuno ha potuto trovare nel tema prescelto e negli interventi un'occasione per pensare alle proprie "speranze" personali, ancora più forti specialmente per me ed i miei compagni di quinta liceo, in procinto di terminare la scuola superiore.
Personalmente ho trovato molto belle e significative alcune frasi tratte dalla Ballata della speranza di David Turoldo che abbiamo letto: “Oh se sperassimo con tutte le cose sperassimo Lui solamente [...]e la terra fosse un solo oceano di speranza e la speranza avesse una voce sola, allora Egli non avrà neppure da dire eccomi, vengo - perché già viene” .
Questo testo ci ha introdotto al tema principale della nostra veglia, facendoci riflettere su come non possa esserci pace senza speranza, speranza in Dio.
Durante la serata tutti i partecipanti hanno quindi  preso consapevolezza del ruolo della speranza e del perché, nonostante essa sia solo una “bambina insignificante” (così la descrive Charles Peguy, in un passo tratto da Il portico del mistero della seconda virtù, significativamente intitolato La Speranza bambina), risulti essere così importante da spingere “avanti ogni cosa, poiché vede quel che non è ancora e che sarà. Ama quel che non è ancora e che sarà. Nel futuro del tempo e dell'eternità”.
La veglia è stata, quindi, un momento particolarmente intenso della vita della nostra scuola in cui tutti insieme abbiamo potuto non solo celebrare l'inizio delle festività natalizie, ma soprattutto confermare l'appartenenza ad una comunità e l'adesione ai valori cristiani che sono il tratto distintivo del nostro Istituto.
Mi piace concludere questo mio personale resoconto della serata, ricordando le significative parole pronunciate da Papa Francesco durante l'omelia a Santa Marta, quando proprio a proposito della speranza ha dichiarato:"Si dice che sia la più umile delle tre virtù, perché si nasconde nella vita. La fede si vede, si sente, si sa cosa è. La carità si fa, si sa cosa è. Ma cosa è la speranza? [...] La speranza non è ottimismo, “è di più”, essa è un’ardente aspettativa  verso la rivelazione del Figlio  di Dio. I primi cristiani la dipingevano come un’ancora e la nostra vita è proprio camminare verso quest’ancora".

Francesco Vettori
V Liceo Scientifico
Istituto Suore Mantellate