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martedì 30 ottobre 2012

venerdì 12 ottobre 2012

"Mi scusi, ma la Via della Vita dov'è"

"Mi scusi, ma la Via della Vita dov'è e come possiamo percorrerla?"

Questa è l'impegnativa domanda ce si pongono o dovrebbero porsi ragazzi, genitori ed educatori. con questo quesito mons. Vescovo Mansueto Bianchi ha iniziato  l'omelia chiara, efficace e fortemente educativa, per la Messa   di inizio anno scolastico svoltasi  il 3 ottobre nella chiesa di S. Paolo a Pistoia.
Così  ha suggerito il Vescovo, nello zaino, i nostri ragazzi dovrebbero avere tre cose fondamentali: testa, cuore e gambe. Ebbene la testa ovviamente rappresenta la consapevolezza, la volontà necessaria per perseverare nello studio anche nei momenti più difficili. Per seconda cosa il cuore, cioè la passione indispensabile per perseguire il bene e agire con sentimento.
Infine le gambe, cioè il "fisico" per affrontare l'anno scolastico e compiere in senso più ampio un percorso di studi con la forza, con l'energia necessaria per saper reagire anche nelle giornate buie.
Con questo nuovo zaino rinforzato dai tre elementi indispensabili, mons. Vescovo ha indicato la strada, la "Via" per affrontare in maniera completa e saggia, l'inizio della scuola scandita dal consueto suono della campanella.
Unanimamente apprezzate le parole del Vescovo, in questa celebrazione sempre molto emozionante, dove tutti i bambini e  i ragazzi di ogni ordine e grado di scuola dell'Istituto si mescolano e si ritrovano.

La mattinata è proseguita nel cortile dell'Istituto. Qui, cuore ludico, dell'Istituto, i ragazzi si sono divertiti senza risparmiarsi in ginkane, giochi in inglese e corse a perdifiato, ristorati da un appetitoso pane e cioccolato di fronte al quale non sono mancati bis e tris.
                                                                                                             S. N.http://www.scuolamantellate.org/?p=234&preview=true&preview_id=234&preview_nonce=7d349a36f9

martedì 9 ottobre 2012

C’è bisogno di idee nuove


II Festival della DSC: tra lavoro, coraggio e novità

“La necessità di un pensiero diverso”: l’argomento del Secondo Festival della Dottrina Sociale, che si è tenuto a Verona dal 14 al 16 settembre, è attualissimo. Ora come ora, in Italia (come nel resto del mondo) c’è veramente bisogno di un pensiero diverso, nuovo, innovativo.
  Partecipare al Festival ci ha permesso di conoscere nuovi punti di vista, e sentire come la pensano gli altri riguardo argomenti sui quali ci si era già fatti un’idea precisa è sempre illuminante: aiuta ad aprire il cervello, a pensare, a mettersi in discussione. E se alcune conferenze erano complicate, settoriali (per la maggior parte rivolte verso l’economia), altre erano rivolte proprio ai giovani, al loro futuro, al lavoro del quale ci viene spesso sottolineata l’incertezza.
  Molto interessante è stata la premiazione che si è svolta venerdì 14 al Teatro Filarmonico. Ad essere premiate sono state persone (perlopiù imprenditori) che avevano costruito il loro successo con fatica, col duro lavoro, con la speranza. E, soprattutto, con un pensiero diverso. Ognuno di loro ha raccontato la propria storia: racconti tristi, intensi e coinvolgenti, che sembravano lanciare uno stesso messaggio: “Se sono arrivato fin qui è stato perché ho avuto coraggio, ho dovuto faticare, ripartire tante volte da zero, anche quando sembrava impossibile”.
  Inoltre, l’esperienza è stata resa ancora più piacevole dal Movimento Studenti Cattolici, col quale condividevamo quasi ogni momento: tanti ragazzi, tutti con interessi e capacità diverse. Insieme abbiamo aiutato il Festival a riuscire e allo stesso tempo abbiamo stretto molte amicizie.
  Una parola per definire il Secondo Festival della Dottrina Sociale della Chiesa: illuminante. Perché ci ha aperto gli occhi: c’è bisogno di un pensiero sempre diverso per andare avanti. Basta avere un po’ di coraggio e, pensando diversamente, si potrà migliorare il mondo.

Guendalina Ferri
Francesco Vettori
Camilla Cappellini