II Festival della DSC: tra lavoro, coraggio e novità
“La
necessità di un pensiero diverso”: l’argomento del Secondo Festival della
Dottrina Sociale, che si è tenuto a Verona dal 14 al 16 settembre, è
attualissimo. Ora come ora, in Italia (come nel resto del mondo) c’è veramente
bisogno di un pensiero diverso, nuovo, innovativo.
Partecipare al Festival ci ha permesso di
conoscere nuovi punti di vista, e sentire come la pensano gli altri riguardo
argomenti sui quali ci si era già fatti un’idea precisa è sempre illuminante:
aiuta ad aprire il cervello, a pensare, a mettersi in discussione. E se alcune
conferenze erano complicate, settoriali (per la maggior parte rivolte verso
l’economia), altre erano rivolte proprio ai giovani, al loro futuro, al lavoro
del quale ci viene spesso sottolineata l’incertezza.
Molto interessante è stata la premiazione che
si è svolta venerdì 14 al Teatro Filarmonico. Ad essere premiate sono state
persone (perlopiù imprenditori) che avevano costruito il loro successo con
fatica, col duro lavoro, con la speranza. E, soprattutto, con un pensiero
diverso. Ognuno di loro ha raccontato la propria storia: racconti tristi,
intensi e coinvolgenti, che sembravano lanciare uno stesso messaggio: “Se sono
arrivato fin qui è stato perché ho avuto coraggio, ho dovuto faticare,
ripartire tante volte da zero, anche quando sembrava impossibile”.
Inoltre, l’esperienza è stata resa ancora più
piacevole dal Movimento Studenti Cattolici, col quale condividevamo quasi ogni
momento: tanti ragazzi, tutti con interessi e capacità diverse. Insieme abbiamo
aiutato il Festival a riuscire e allo stesso tempo abbiamo stretto molte
amicizie.
Una parola per definire il Secondo Festival
della Dottrina Sociale della Chiesa: illuminante.
Perché ci ha aperto gli occhi: c’è bisogno di un pensiero sempre diverso per
andare avanti. Basta avere un po’ di coraggio e, pensando diversamente, si
potrà migliorare il mondo.
Guendalina Ferri
Francesco Vettori
Camilla Cappellini
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