“Facile
come rubare le caramelle a un bambino”: chi non conosce questo modo di dire?
Però
credeteci: non c’è niente di più difficile che avere a che fare con dei
bambini. Non perché siano dispettosi o indisponenti, ma perché di fronte a un
bambino non si può mentire. Con la sua ingenuità fa cadere tutte le maschere
che spesso indossiamo: non c’è falso sorriso che non crolli di fronte agli
occhi stupiti di un bambino. Questo è quello che il progetto “Lettori Uniti del
Ceppo” ci ha fatto capire.
Il
nostro percorso di formazione è iniziato circa sei mesi fa; il regista Calogero
Armato ci ha guidati nell’apprendimento di un tipo di lettura diversa –
recitata, dinamica, espressiva. Certo, all’inizio non è stato facile: cercare
il timbro giusto, far vibrare la parola con l’intonazione adatta, colorare di
gesti le frasi per coinvolgere i bambini si è rivelato più volte complicato.
-
Dovete disimparare a leggere! – ci diceva Armato durante i primi incontri,
quando tirare fuori la voce ci faceva ancora paura, quando separarsi da un tipo
di lettura più ‘scolastico’ ci appariva difficilissimo. E ancora, quando ci
vedeva titubanti: - Voce alta! Date emozione a questo personaggio!
Una
preparazione lunga e talvolta faticosa che però ha dato i suoi frutti. Il
nostro percorso di formazione, dopo una prova alla scuola materna delle
Mantellate, ha trovato una doppia conclusione in due importanti iniziative: la
lettura di fiabe presso la scuola materna di Tobbiana e presso il reparto
pediatrico dell’Ospedale del Ceppo. La prima esperienza ci ha portato a leggere
il libro “Cuore di sarto” di fronte a una classe di bambini dai tre ai cinque
anni che, inizialmente timidi, hanno ascoltato con attenzione la lettura,
seguendo il vecchio sarto nel suo viaggio. Alla seconda, invece, ha partecipato
soltanto una bambina, per la quale abbiamo recitato la fiaba di Cenerentola.
Esperienze
del genere lasciano sempre qualcosa, in un modo o nell’altro. Il progetto
“Lettori Uniti del Ceppo” ci ha insegnato a leggere con la giusta interpretazione,
ad aprirci a degli spettatori speciali come i bambini; ci ha fatto anche
vincere un po’ di timidezza e – per il breve tempo di una lettura – ci ha fatto
riscoprire la magia che è nascosta nelle storie e che i bambini sanno cogliere
più di chiunque altro.
Francesco
Vettori
Guendalina Ferri
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